Santuario di Polsi: nel cuore dei fedeli e tra le mani della ‘ndrangheta
Set 8th, 2008 | Categoria: Approfondimenti | 9,500 visite“Il luogo del santuario è una specie di isola formata da due fiumi nelle
gole dell’Aspromonte, lo chiudono cime di mille e mille cinquecento metri, e la vetta di quasi
duemila del Monte Alto; denso di boschi, pieno di laghetti, roccioso e verde di felci e di ginestre. Crescono vicini il castagno e il pino, il nocchio e il pioppo, il frà ssino e l’abete, mescolanza di piante alpestri e mediterranee dei nostri luoghi, più chiare quelle estive, scure quelle invernali, e come ammantate, che nei nostri climi a vederle si pensa al cattivo tempo”.
Ecco come Corrado Alvaro descrive Polsi, e nessuno meglio di lui, che tra quei boschi, tra l’ombra rassicurante delle fronde odorose è nato e cresciuto, riuscì a coglierne la vera essenza..
Camminando tra quegli alberi, tra i sentieri pietrosi lastricati di storia non si può non pensare al passato, a chi prima di noi si è recato in questo luogo di culto, carico di sogni, speranze e certamente problemi, nella speranza che una grazia divina magicamente li risolvesse.
La Madonna di Polsi, è infatti il fulcro della fede mariana calabrese, amata e venerata in ogni luogo della nostra bella terra, e capace di suscitare un sentimento di doveroso rispetto anche in chi non condivide la fede cattolica. Numerose leggende tessono la storia del santuario, regalandogli un’aria mistica e solenne. La più famosa racconta di un pastore di nome Italiano, che ritrovò un bue smarrito, inginocchiato ai piedi di una croce.
Il giovane ebbe subito un’apparizione della madonna che gli chiese di costruire proprio in quel luogo un santuario dal quale essa avrebbe elargito grazie e amore ai suoi fedeli. Non si sa come andarono realmente le cose, ma la croce della leggenda, risalente all XI secolo è ancora conservata all’interno del Santuario così come esiste la tradizione che permette ai bovini l’ingresso nel luogo di culto, in onore del leggendario bue da cui si crede nacque la storia del santuario.”La statua della Madonna risale al XVI secolo, e fu scolpita nel tufo e colorata, con due occhi bianchi e neri, fissi che guardano da tutte le parti”. Ogni anno nei primi giorni di settembre migliaia di fedeli si riuniscono per l’incoronazione della statua, trasformando la piccola cittadina semi deserta nei mesi invernali, in un alveare di anime devote e di semplici curiosi, impazienti di assistere ai numerosi riti a volte di contenuto discutibile, legati alla madonna di polsi: ad esempio gli ex voto dei fedeli. E’ a dir poco sconvolgente, vedere persone (molte delle quali scalze), fare a piedi i chilometri che dal “CASELLO” portano al Santuario; alcuni addirittura supini, trascinando le ginocchia a terra e recitando il rosario. Inoltre capita di frequente che durante la celebrazione della Santa Messa, qualcuno cada in una sorta di trans mistica, o miracolosamente guarisca da paralisi, cecità ecc. Suggestione o intervento divino? Non mi permetto di giudicare. Inoltre è molto interessante il museo all’interno del Santuario, ricolmo di offerte votive; centianaia di splendidi abiti da sposa che le giovani regalano alla madonna per ringraziarla di una qualche grazia ricevuta e poi fiori, statue, riproduzioni legate al voto: parti del corpo, mezzi di trasporto e tanti, tantissimi bambini in cera oltre alle ricche donazioni in denaro che fanno della Madonna di Polsi una delle più ricche del nostro Paese. Ad esempio nel 1784 la Cassa Sacra, istituita per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terribile terremoto del 1783, fece requisire al Santuario tutti gli arredi preziosi, le suppellettili sacre e le offerte, e portò via più di un quintale tra oro e argento, a testimonianza della grande generosità dei fedeli che si rinnova tutt’oggi.
Scrive Alvaro:”Ognuno fa quello che può per fare onore alla Regina della festa: la gente ricca può portare, essendo scampata da un male, un cero grande quanto la persona di chi ha avuto la grazia, o una coppia di buoi, o pecore, o un carico di formaggio, di vino, di olio, di grano; ci sono tanti modi per disobbligarsi con la Vergine delicata, come la chiamano le donne. Uno, denudato il petto e le gambe, si porta addosso una campana di spine che lo copre dalla testa ai piedi, spine lunghe e dure come crescono nel nostro spinoso paese, e che ad ogni passo pungono chi ci sta in mezzo. Una femminella fa un tratto di strada sulle ginocchia; e così le ragazze fanno la strada ballando, e balleranno giorno e notte per le ore che hanno fatto il voto, fino a che si ritrovano buttate in terra o appoggiate al muro, che muovono ancora i piedi. E i cacciatori, poi, che fanno voto di sparare alcuni chili di polvere; in quei giorni non si parla di porto d’armi, e i Carabinieri lo sanno. Gli armati si dispongono nei boschi intorno al Santuario e sparano notte e giorno”[…]. Tutt’oggi però, nonostante le ricchezze possedute, il Santuario e la piazza circostante è del tutto fatiscente, e ci si chiede come mai non si faccia nulla per rimetterlo in sesto.
Ma a parte il lato religioso, Polsi ha un’altra faccia meno piacevole. E’ risaputo che la Madonna della Montagna sia di fatto la madonna della ‘ndrangheta. Ogni anno infatti, durante i festeggiamenti in occasione dell’incoronazione della statua della Madonna, i capi delle ndrine si danno appuntamento proprio lì, per decidere strategie, pianificare omicidi, fare affari, stringere alleanze o dichiarare guerre. Un rito a dir poco pagano che per anni ha accompagnato la Festa cristiana. Questo sembra sia accaduto anche tre anni fa, prima dell’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale calabrese, Francesco Fortugno e dopo la strage tedesca di Duisburg del Ferragosto 2007. Per non parlare del cosiddetto “albero della Scienza” fortemente legato alla storia del santuario.
Sinceramente credevo fosse soltanto una metafora usata per raccontare la visione della ‘ndrangheta nostrana: « Il fusto rappresenta il capo di società ; il rifusto il contabile e il mastro di giornata; i rami i camorristi di sangue e di sgarro; i ramoscelli i picciotti o puntaioli; i fiori rappresentano i giovani d’onore; le foglie rappresentano la carogne e i traditori della ‘ndrangheta che finiscono per marcire ai piedi dell’albero della scienza”. » Immaginate la mia sorpresa quando grazie al racconto di un paio di giovani, figli dei figli dei pastori sanluchesi che a Polsi ci vivono tutto l’anno, ho scoperto che in realtà l’albero della scienza non è soltanto una metafora, ma un vero e proprio arbusto ai piedi del quale si riuniscono i capi per “battezzare” i nuovi arrivati all’interno del clan, con dei giuramenti che mettono il boss gerarchicamente prima della famiglia e della vita stessa del nuovo affiliato. I nuovi membri o chi per loro, devono successivamente recarsi ai piedi della madonna e raccomandarsi ad essa, oltre a lasciare una ricca offerta in ricordo del fatidico giorno. Ecco le due facce di Polsi, un connubio tra bene e male che in questo caso vivono l’uno accanto all’altro in perfetta armonia.






POLSI x me,è qualche cosa di magico……….magico e allo stesso tempo quasi “surreale”…
lasciando perdere i discorsi che potrebbero in un certo senso offuscare quanto di magico ha questo posto,ogni qual volta metto piede,o mi avvicino a POLSI,è sempre una sensazione diversa.
Dalla partenza notturna da lazzaro,all’arrivo di prima mattina li,la cosa meno “sconvolgente” e meno “impressionante” è la differenza di temperatura.Quando arrivi alla cima e poi incominci a scendere verso quella specie di collina,sembra che entri dentro ad una porta che ti porta al passato….li veramente sembra che il tempo si è fermato…e se posso essere sincero,il viaggio era piu “bello” ancora quando le strade non erano completamente asfaltate,quando una macchina non riusciva a salire,e tutte le persone li presenti si davano la mano un l’altro,per cercare di aiutare i “mal capitati”……e penso che quel posto sarà cosi magico e surreale,finchè le tecnologie non arriveranno a “rubare” anche quel posto magico.
DOMENICA 23 AGOSTO 2009 SONO STATA IN VISITA AL SANTUARIO E’ BELLISSIMO NON CI SONO PARAOLE ADEGUATE PER DESCRIVERE L’EMOZIONE CHE HO PROVATO
Che la Santa Vergine Immacolata Maria, interceda per la calabria e i calabresi affinché Dio li benedica e protegga e converta i peccatori…grazie! Amen
Buongiorno a tutti! Mi chiamo Giancarlo, nel 1992 in agosto, dopo circa tre ore di cammino, sono arrivato al santuario della Madonna di Polsi! Erano le primissime ore del mattino, osservare dall’alto nei sentieri di montagna il luogo “è stato fantastico”, un’atmosfera veramente unica, sembrava di vivere in una bella favola! Invece no! Ero lì per lavoro, ma nonostante la visita dei luoghi “forzata” da ciò, in me è nata spontanea, una preghiera alla “nostra Mamma Celeste”….. nel corso della mia vita, ho potuto constatare che, lei mi ascoltò, dopo tre anni, costretto in ospedale per un grave “incidente stradale”, ella mi chiese cosa intendessi fare nelle mie gravi condizioni: Se rinunciare alla vita e, salire ad un ottimo livello o, ritornare per fare contenta la mia madre terrena che, priva di gravi peccati, chiedeva la mia salvezza, per fare ciò dovevo promettere di perdonare la persona che, non volutamente aveva a me provocato l’ingiusto DOLORE. Pregai comunque dove mi trovavo, di non morire, che avrei perdonato, che volevo una bella vita, sposarmi avere una brava bambina e, riavere il lavoro! Così è accaduto! In mezzo a mille sofferenze ho imparato ad amare e, perdonare…. facendo tesoro, dell’amore di una mamma; La MAMMA CELESTE!