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Ss 106: A Lazzaro un tratto stradale a grave indice di pericolosità.

Feb 5th, 2010 | Di Domenico Minniti | Categoria: News | 358 visite


Il ripetersi di gravi incidenti e i continui allagamenti durante le piogge nel tratto di strada in questione hanno ancora una volta richiamato l’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Provveditorato Interregionale per le OO.PP. Sicilia e Calabria Sede Coordinata di Catanzaro - Sezione Prevenzione e Sicurezza Stradale di Catanzaro, i cui funzionari lo scorso mese di dicembre hanno effettuato un ulteriore sopralluogo nel sito in questione, certificando che il tratto stradale mantiene ancora un gravissimo indice di pericolosità.

Infatti, il prefato Provveditorato, con nota del 22 gennaio 2010, a firma del Coordinatore Regionale dott. Arch. Gesuzza Bianco, che ringraziamo per la sensibilità, l’interessamento e la tempestività dell’intervento, ha comunicato che a seguito delle note trasmesse dallo scrivente comitato sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi, di cui ultimo sopralluogo in data 11 dicembre 2009, le cui risultanze hanno evidenziato il persistere delle problematiche già evidenziate, in quanto sono stati effettuati alcuni interventi soltanto su parte del tratto stradale in argomento, e non risolutori dei problemi rappresentati a tutt’oggi.

Infatti, nel tratto di strada oggetto di trattazione, rimane e continua a perdurare la carenza di idonea segnaletica sia orizzontale (attraversamenti pedonali, stop, ecc.) che verticali (divieti di sosta, divieto di svolta, limiti di velocità ecc.), inoltre si evidenzia il pericolo su detto tracciato stradale incentivato da precari interventi svolti da società private (telecom,ecc.), che operano in modo precario soprattutto presso alcuni tratti ove risultano presenti pozzetti d’ispezione sconnessi e mal collocati.

Pertanto è opportuno che l’Ente proprietario e l’Amministrazione comunale provvedano ognuno per quanto di competenza ad attuare ogni utile iniziativa a salvaguardia della incolumità delle persone e degli autoveicoli sia in transito che del posto.

Per quanto sopra, conclude la nota, sarebbe opportuna una riunione tecnico-operativa, da convocarsi presso la Prefettura di Reggio Calabria, atta ad affrontare in maniera decisiva e risolutiva tutte le problematiche segnalate.

Nella suddetta nota, diretta anche al Capo Compartimento ANAS di Catanzaro, alla Sezione ANAS di Reggio Calabria, al Comando Polizia Stradale di Reggio Calabria e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale per le Infrastrutture Stradali, sono elencati i numerosi interventi eseguiti dai funzionari del predetto Provveditorato e le problematiche riscontrate.

Al riguardo non ci stanchiamo di ripetere quanto certificato dai funzionari dello stesso provveditorato che incaricati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale Strade e Autostrade, in sede di sopralluogo del 3.12.2003 certificavano “…. omissis…un ulteriore elemento di pericolosità è costituito dalla presenza di un’aiuola in calcestruzzo di margine alla carreggiata, che limita le manovre di emergenza dei conducenti collaborando, essa stessa, a produrre incidenti, spesso mortali, che avvengono di frequente in questo tratto d’extraurbana”.

Ed ancora “… omissis…questo mix di circostanze negative, fa del tratto stradale, di cui si scrive, un evidente punto nero per la sicurezza dei suoi utenti, e costituisce per gli abitanti della zona un costante pericolo”””””.

Eppure di fronte a tale precisa, chiara ed allarmante perizia non solo non si sono presi i dovuti provvedimenti, ma, quanto accertato dai funzionari dello Stato è stato, inspiegabilmente, smentito durante un incontro tenutosi, su richiesta della Direzione Generale delle Strade e Autostrade presso la Sezione Circolazione e Sicurezza Stradale di Catanzaro, con alcuni Enti interessati per risolvere le problematiche inerenti al tratto di strada in questione.

Infatti in tale Sede sebbene non si avesse provveduto alla messa in sicurezza del sito è stato affermato che successivamente al sopralluogo del 3.12.2003 l’ANAS aveva provveduto ad effettuare ulteriori lavori di ripristino e pertanto le problematiche lamentate dagli abitanti di Lazzaro erano state tutte eliminate.
Ciò, come i fatti testimoniano, non corrisponde con quanto riscontrato e certificato nel recente sopralluogo, e smentisce anche quanto inspiegabilmente affermato da un dirigente dell’Organo che deve garantire la sicurezza stradale, in una relazione inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, al Ministro dell’Interno, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento per le Infrastrutture, gli Affari Generali ed il Personale Direzione Generale per le Infrastrutture Stradali, che definisce, tra l’altro, per nulla pericoloso il tratto di strada in questione e asserisce che gli innumerevoli e pericolosissimi incidenti che avvengono sono addebitabili all’eccesso di velocità e ad altre violazioni di norme comportamentali alla guida da parte dei conducenti delle autovetture.

Lo scrivente comitato invita ancora una volta gli Enti competenti ad intervenire senza indugio per la messa in sicurezza del tratto Stradale, prima che sia troppo tardi, con interventi seri e risolutivi.

Si sottolinea, ancora una volta, l’urgenza della bonifica e messa in sicurezza del Torrente Oliveto poiché sussistono le condizioni che un’eventuale piena porti via il ponte stradale, come successe anni fa al vicino ponte ferroviario che fu portato via da una piena.

Cogliamo l’occasione per evidenziare che quest’associazione condivide totalmente e sostiene quanto proposto dal Vice Presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Mallamaci, riguardante l’apertura del collegamento stradale della via Vecchia provinciale, che sarebbe già prevista come da convenzione stipulata tra l’Amministrazione comunale e l’Ente Ferrovie durante l’ex Amministrazione guidata dal Sindaco Giovanni Verduci. Tale apertura consentirebbe agli automobilisti di percorrere la via Vecchia provinciale evitando di innescarsi sulla Ss 106, della quale è a tutti nota la sua pericolosità.


Comitato Oliveto




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