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“Come to Calabria”…come?

Feb 12th, 2009 | Categoria: Approfondimenti, News | 565 visite

L’amichevole Italia - Brasile non passerà agli annali per la migliore prestazione italiana contro i verdeoro, nè sarà ricordata per il risultato finale, ma per noi calabresi rappresenterà la data di lancio del progetto ” Come To Calabria!”. Infatti, su mille taxi londinesi, fino al 2010, campeggerà il volto di Gennaro Gattuso e il castello di Santa Severina in provincia di Crotone. Dopo aver lanciato una serie di attività promozionali in patria, come le pubblicità negli aeroporti e le stazioni italiane, la Regione ha colto al volo l’opportunità di varcare le Alpi con questa nuova possibilità di promozione territoriale. Loiero, presente per dare il via all’iniziativa, ha affermato che “la campagna è completamente finanziata dai fondi regionali per il turismo. Non abbiamo utilizzato nessun finanziamento europeo”.
Ma, quale Calabria avranno modo di apprezzare gli amati turisti d’oltre manica e, soprattutto, come giungeranno nella lontana terra di Calabria?
Una promozione turistica e territoriale parte da progetti a più ampio raggio. Un territorio ha la necessità di offrire, prima di ricevere.
Solo un’investimento infrastrutturale globale può dare una possibilità di rilancio turistico.
Se i treni ad ” alta velocità” nei prossimi due anni si fermeranno a Lamezia, se l’unico volo con il Regno Unito è il Lamezia - Stanstead, se l’autostrada che percorre l’intera regione è interessata da una decine di frane, mi chiedo, ma questa promozione turistica rappresenta una parte di un progetto di ampia portata o è solo un momento di pubblica visibilità che lascerà pochi ricordi nelle menti dei londinesi?
Un po come la partita tra Brasile ed Italia……….




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2 commenti
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  1. caro Domenico, la tua riflessione è centrata. La Calabria è una regione isolata -e non solo - dal punto di vista delle infrastrutture, che peraltro visto gli ultimi eventi è fortemente a rischio idro-geologico, per una certa ottusità della politica, per l’ostinazione a continuare le strategie del turismo del passato e per una carente progettazione che va rivista, integrata. In particolare serve più professionalità e strategie nuove, condivise, allargate. Quando si parla di Calabria, dal punto di vista del turismo trovi: spiagge, mare, vela trekking, neve, città, storia….
    Qualche anno fa lo stesso progetto pubblicitario, che ora è stato finanziato dicono con fondi regionali, fu messo in piedi con fondi comunitari e ricordo che dopo un richiamo da parte europea fu rimandato al mittente.
    Evidenzio alcuni problemi che ho notato in quest’ultimi tempi che , ma che mi fanno pensare a propostito del nostro isolamento:
    Ieri sera mi trovavo in una enoteca al centro di Milano ed il ragazzo che la gestisce (una persona davvero in gamba) mi diceva che i vini calabresi anche se buoni, costano un occhio della testa e che lui non è disposto a comprarlo. Dell’olio calabrese neanche l’ombra, anche nei maggiori centri commerciali e quando lo trovi il prezzo è poco competitivo. Non parliamo poi del prezzo delle famose specialità calabresi, dove è consigliata la carta di credito, quando ti trovi fuori regione.
    La storia del turismo calabrese è ancora più complessa. Oggi con quello che si spende per raggiungere la Calabria e specialmente Reggio Calabria, posso volare a Sharm el Sheik o nelle isole greche o raggiungere la costa croata in tempi minori e con un risparmio di denari tangibile. Conteggi che ho fatto, per la mia passione del viaggio e del conoscere posti nuovi e che potete verificare attraverso i vari siti online che si occupano di viaggi.
    Io da calabrese, oltretutto legato alla mia terra non ho nessuna ragione di parlarne male ma non posso “non dire” che se potessi scegliere, alla luce delle notizie che conosco e se non l’amassi così tanto, opterei per un’altro posto.
    Sto organizzando un viaggio alle 5 Terre come accompagnatore per il prossimo week-end del primo maggio (alta stagione) con il CLUB ALPINO, e vi posso assicurare che arriveremo a pagare quote come :36 euro per mezza pensione in un degli ostelli che abbiamo contattato. Sto parlando delle Cinque Terre, un posto meraviglioso.
    Qualche anno fà siamo riusciti a portare una coppia di trentini (amici di un nostro compaesano che vive a Trento) a Lazzaro. (E non è la prima volta che faccio venire persone in Calabria e che fanno la stessa riflessione). Rimasi colpito, dalle loro osservazioni: Il castello di Sant’aniceto abbandonato a se stesso, quello di Amendolea frequentato da pecore e capre, il castello di Palizzi inaccessibile, quello di Bova senza il minimo accenno di notizie. etc etc. Non un piano provinciale di itinerari o alternative al mare. Mezzi pubblici manco a parlarne, punti comunali di informazione turistica zero. etc etc…… Spiagge sporche. E’ inutile ragazzi è la santa verità e anche se orgoglioso come sono non l’ho ammesso, la riflessione è partita.
    Questo tipo di esperienze va evitato perchè controproducente.
    Bhe, l’idea di Loiero e del suo gruppo è proprio di questa fattura. Portare turisti in Calabria alle condizioni attuali, che sortirà solo maledizioni al loro ritorno!!!
    Credo che ogni investimento debba essere strategico e ripeto fatto con una certa professionalità e progettazione e con una conoscenza opportuna del territorio e delle sue potenzialità. Il confondere la nostra terra, come un prodotto da vendere senza etichetta non è cambio di mentalità ma la sua negazione alla bellezza del paesaggio.
    Anche se spero che le grandi menti del turismo calabrese possano, ancora una volta ovviare a questa mentalità spendacciona e forse totalmente inutile, consegnare a quei turisti inglesi ( che ne hanno il diritto perchè non sono polli da spennare) servizi validi e naturalmente competitivi.

  2. [...] Qui su Italian Branding vogliamo sottolineare sia lati positivi che negativi del progetto: se da una parte le accuse di Beppe Grillo hanno un senso: la campagna, come molte altre in Italia, non si integra in una strategia di lungo periodo armonizzata all’interno della programmazione delle politiche regionali generali. Da questo punto di vista mi trovo d’accordo con le perplessit

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