I terribili incendi di questa estate
Ago 9th, 2012 | Categoria: News, ambiente | 261 visiteGentile Sindaco e cari/e concittadini/e
Quello di stasera 6 agosto 2012 è l’ennesimo incendio che si è consumato nel nostro territorio (Motta San Giovanni). L’ennesimo di una lunga serie che ha ormai distrutto diversi ettari della composita vegetazione che ospita il nostro comune. La flora colpita infatti va dal bosco di pino marittimo (in contrada Leandro), alla macchia mediterranea fatta di cisto , lentisco e timo che si trovava alle spalle di Riace Capo, o alle colture tipiche come mandorlo, ulivo e vite delle contrade Paolia, Santa Maria e Salita Motta. Interessate anche le particolari querce sugheraie dell’area di Egua e le querce castagnare dell’area di Paterriti (nei pressi del castello di san Niceto) che rappresentano nell’insieme le utili sentinelle contro i dissesti idrogeologici a cui il nostro territorio va incontro ormai frequentemente.È emergenza oltretutto per i processi di desertificazione in atto nelle stesse aree, indicate nelle carte del Corpo forestale dello Stato come zone ad altissimo rischio, nonché per le variazioni climatiche che conseguentemente portano ad un innalzamento della temperatura proprio per la mancanza di vegetazione. Fattore quest’ultimo che non favorisce certamente i microclimi che hanno dato vita a piante ed alberi irriproducibili (bergamotto su tutte). Gli stessi alberi che un tempo erano quasi venerati dalle popolazioni locali e contro i quali, come per sventura, ci si accanisce quasi fossero i responsabili del mancato sviluppo di questo territorio.
Certamente il quadro è incompleto e forse non esaustivo per qualche refuso su località, ma tutto ciò mi serve per fare un ragionamento che spero possa diventare un dialogo con chi ha a cuore la nostra terra.
Prendendo spunto dalla Legge Nazionale n.353 del 2000 alla quale le Regioni devono conformarsi, è indicato che i terreni colpiti da incendi devono essere censiti dai comuni in cui ricadono queste aree, per essere successivamente segnalati al “catasto degli incendi”. Dopo tale operazione i terreni colpiti non possono avere destinazione diversa da quella precedente. È proibito infatti edificare nelle stesse aree nonché è vietata la caccia e il pascolo per dieci anni. Sono previste multe salate per coloro che non rispettano tali divieti.
Per quanto riguarda il nostro comune, a quanto ricordo, ha già recepito questa indicazione (catasto degli incendi) da qualche anno anche se non sono informato sui provvedimenti che sono stati adottati in merito. Approfitto per chiedere al sindaco, attraverso questa lettera aperta, quali difficoltà oggettive riscontra e quali a suo avviso potrebbero essere le aree di miglioramento e i punti di forza di questa legge.
In conclusione rimango dell’idea che la prevenzione sia la migliore arma, così come ritengo l’intervento del volontariato utilissimo nella gestione di tali problematiche come avviene in tanti comuni del nostro paese Italia, dove diversi cittadini hanno organizzato gruppi di volontari antincendio. Per avviare progetti specifici però serve l’aiuto della gente comune e innanzitutto capire che non serve indignarsi con le mani in tasca.
Altrove hanno per esempio sperimentato altre soluzioni. Cito come esempio il comune di Gravina di Catania, che non è in Danimarca ma in Sicilia, il cui sindaco ha emesso un ordinanza (la n.5 del 26/04/2012) che obbliga tutti i proprietari di fondi ad assumere alcune precauzioni in materia incendi (creare ad esempio viali parafuoco lungo i confini); in caso di inottemperanza gli stessi saranno oggetto di salate sanzioni pecuniarie (da 105 € a 1035 €) e continuando: se le stesse inottemperanze dovessero provocare danni a cose o persone , gli stessi proprietari saranno ritenuti responsabili ai sensi degli art. 449 e 650 del codice Penale.
Non so sé sia una proposta riproducile localmente , dico semplicemente che è tempo di agire e al più presto aggiungo. Prima che sia davvero troppo tardi, prima che scappi il morto.
Saverio Settimio


