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Risposta immediata di SEI a Paolo LaganĂ …”dichiarazioni gravi e sconfortanti”

Lug 20th, 2012 | Categoria: News, ambiente | 656 visite

Di seguito la nota diffusa da Progetto Sei Spa: La SocietĂ  apprende con stupore e sconforto della nota pubblicata dal Sindaco del Comune di Motta S. Giovanni, Ing. Paolo
Laganà. Le dichiarazioni di tale amministratore sono tanto sconfortanti quanto gravi perché diffuse da una figura che ricopre un incarico istituzionale (direttamente coinvolta nell’iter autorizzativo del Progetto della Centrale), che da prova nelle sue affermazioni di non aver nei fatti una vera conoscenza del Progetto, depositato ormai da anni presso il suo Comune, e di non essersi mai fatto parte attiva per approfondire con SEI di cosa si stesse parlando.

La SocietĂ  ritiene pertanto doveroso evidenziare solo alcuni dei grossolani errori presenti nella posizione espressa.

1.    Paragonare il Progetto SEI ad impianti obsoleti e con tecnologie completamente diverse come la centrale ad olio combustibile di San Filippo del Mela non ha alcun senso: è come tracciare un confronto tra una moderna auto “euro 5” con un mezzo con motore a scoppio dei primi del novecento. La Centrale SEI adotta tecnologie di ultima generazione, in grado di garantire altissimi standard di efficienza ed emissioni inferiori alla metà dei limiti di legge.

2.    Posti di lavoro: anche su un tema tanto importante purtroppo dobbiamo registrare, nel migliore dei casi, delle gravi inesattezze o peggio delle leggerezze. Come riportato nella documentazione ufficialmente depositata presso tutti gli Enti coinvolti nell’iter autorizzativo, il personale previsto nei cinque anni di costruzione è stimato in circa 1.200 unità con punte di circa 1.700 tra il 15° ed il 30° mese, per un totale di 8 milioni di ore di lavoro. Per quanto riguarda l’esercizio della Centrale una volta costruita (la vita media di un impianto del genere supera abbondantemente i 30 anni), le unità lavorative dirette previste sono pari a 143 come interni (e solo queste sono quelle che vengono citate) e 132 come personale esterno anch’esso fondamentale al buon funzionamento dell’impianto. L’ipotesi di utilizzare per alcune attività addetti esterni nasce solo con l’intento di favorire lo sviluppo di una forma d’imprenditoria locale ma si tenga presente che per il funzionamento della Centrale è necessario il totale di tutte queste figure (quindi 275 e non 140 come insistentemente si continua a citare da più parti). Nelle integrazioni progettuali depositate nel luglio 2009 sono state poi fatte anche alcune ipotesi (cautelative) sull’indotto indiretto che potrebbe generasi a valle della costruzione della Centrale, arrivando a stimare complessivamente un’occupazione stabile di circa 480 unità, un numero ben lontano dalle 143 unità indicate!

3.    E’ falso dichiarare che “al 2020, nel mondo, le centrali a carbone saranno vietate”. Tale affermazione è facilmente smentibile, basterebbe chiedere di citarne la fonte, che non esiste. Preferiamo smentirla in modo ancora più diretto, senza spingerci lontano nel mondo: in Germania (presa da molti come modello energetico senza evidenziare che metà del suo mix è coperto dal carbone) sono attualmente in costruzione 11.000 MWe a carbone, circa 8 impianti come quello di Saline. Possibile che i tedeschi vogliano costruire nuove centrali e spendere oltre 10 miliardi di euro per dismetterle nel giro di 2-3 anni dalla loro inaugurazione? D’altra parte viene anche da chiedersi che interesse ci potrebbe essere ad investire più di un miliardo di capitali privati (!) a Saline Joniche per un impianto destinato a chiudere dopo un anno dalla sua inaugurazione.

Su tutto, però, spiace soprattutto evidenziare che oltre alle numerose imprecisioni sopra evidenziate emerge inconfutabilmente che il Sindaco di Motta San Giovanni non conosce nei fatti il progetto di cui parla. Nella nota diffusa si fa infatti riferimento ad un progetto architettonico (caratterizzato da un bastione ad ellisse) che è stato superato dal nuovo progetto dell’Architetto Rota consegnato a tutti gli Enti interessati 3 anni fa nel lontano 2009 (!) tra cui ovviamente il Comune di Motta San Giovanni.

Concludiamo questa nota con un appello: il tema dell’energia è argomento serio e complesso ed in quanto tale va trattato. Mai come in questo momento, di grande difficoltà, che sta vivendo il Paese è importante che temi legati all’ambiente, alla salute, allo sviluppo e all’occupazione siano trattati in modo responsabile e serio. Affermazioni prive di fondamento rischiano di arrecare un danno enorme ad un territorio che chiede solo una nuova opportunità per ripartire. SEI è sempre stata e sempre sarà disponibile ad un confronto serio e sereno a partire dalla stessa amministrazione del Comune di Motta San Giovanni.

Davide Damiani
Ufficio Stampa




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6 commenti
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  1. Nuovi Rumori e l’Associazione Kleos esprimono vicinanza al Sindaco LaganĂ . Il nostro Comune sembra essere l’unico che si oppone concretamente e ufficialmente alla costruzione della Centrale di Saline.Noi siamo contro e lo saremo sempre.

  2. giurerei, vista la dialettica, che questo è il signore che scrive i comunicati stampa per i comitati locali del SI; voglio ricordare che dal 2020 proprio per il protocollo di Kyoto sarĂ  impossibile mantenere in Italia le attuali centrali alimentate da fonti non rinnovabili (che producono il 70% ca di energia) e un quantitativo di Co2 che va oltre i limiti consentiti; sul numero di posti di lavoro naturalmente quello che ci preme sapere (o ricordarvi ) è di mettervi d’accordo sul numero che segue lo spread giacchè varia a seconda delle fonte dai 123 ai 450;
    per quanto riguarda la bontĂ  dell’impianto mi stupisce che ripropongano la solita solfa: La Centrale SEI adotta tecnologie di ultima generazione, in grado di garantire altissimi standard di efficienza ed emissioni inferiori alla metĂ  dei limiti di legge, loro dicono …mentre la VIA non è chiara se sono in condizioni di poter stabilire se quanto affermano sia vero o meno

  3. bravi diciamo sempre no a tutto

  4. sonocol sindaco Paolo Lagana’a dire no alla centrale a carbone.Econfermo tutte le dichiarazione che nel tempo avevo fatto su nuovi rumori LATELLA DIEGO

  5. @carmelo…… ma dobbiamo dire si a cosa??? alle polveri sottili??? al turismo ke va a farsi strafottere??? all’aumento delle malattie tumorali?? mah resto senza parole….
    comunque mi complimento con il Sig. Sindaco che finalmente ha preso una POSIZIONE .

  6. c’è proprio bisogno di una centrale a saline? si risolveranno così i problemi nel basso jonio reggino? pane e lavoro tramite una neo industrializzazione? (Nella frazione di Saline Joniche si trovano alcuni insediamenti industriali, realizzati con i fondi del famoso “Pacchetto Colombo” e mai entrati in funzione, che danno al territorio l’aspetto di un piccolo “cimitero industriale”…fonte wikipedia) ma per favore… andiamo avanti così costruiamo cattedrali nel deserto vediamo se non faranno la fine del porto di saline o dell’officina grandi riparazioni ferrovie dello stato … ma vi fanno così schifo la terra, il mare, la spiaggia, i turisti, l’eco-sostenibilitĂ , l’agricoltura, la vegetazione, Capo D’Armi e la sua vista, i beni archeologici ed architettonici ( Castello S. Niceto, le chiese bizantine ridotti a ruderi per l’incuria , l’area archeologica di Lazzaro, l’Antiquarium “ Leucopetra” , pentedattilo? vi fa senso valorizzare per il turismo tutto ciò, mantenere l’aria respirabile vivere in un ambiente sano? era un vanto tempo fa appartenere a questa terra…e ora? prima o poi si scoprirĂ  il motivo dell’incidenza tumorale in queste zone …
    U SignĂąri ‘nci runa u pani a ccu no ‘ndavi i renti…
    quando ci sveglieremo?
    Un abbraccio a chi anche silenziosamente si batte per restituire alla Calabria un po’ di amor proprio e di senso civico, a chi vorrebbe poter vivere in questa bellissima terra serenamente…