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Jack Hirschman e Agneta Falk, la controcultura americana arriva a Lazzaro

Mag 7th, 2012 | Categoria: Cultura, News | 173 visite

Voci d’oltreoceano è l’emozionante reading di poesia che si è svolto sabato sera al centro sociale “Paolo Capua” di Lazzaro e ha visto la presenza di Jack Hirschman e Agneta Falk, due delle voci più calde e arrabbiate del panorama della controcultura americana. L’evento è stato organizzato dalla ProLoco del comune di Motta San Giovanni e dall’Associazione Culturale “Angoli Corsari” che da anni offre al pubblico calabrese eventi di arte internazionale, in collaborazione con Kleos, associazione polisportiva e turistica nata per iniziativa di giovani di Lazzaro e impegnata nello sviluppo del territorio attraverso la promozione di appuntamenti che rendano possibile l’aggregazione e la formazione culturale.

Il presidente della ProLoco, Ida Cotrupi, ha dato il benvenuto ai due poeti e ha sottolineto l’orgoglio di averli ospiti a Lazzaro per il loro alto profilo intellettuale, auspicando la possibilità di continuare a offrire sempre incontri di tale spessore internazionale; infine ha ringraziato gli sponsor che hanno reso possibile la manifestazione, segno di grande sensibilità e vicinanza, di alcune attività commerciali presenti sul territorio, verso la proposta di questi appuntamenti. Giada Diano, presidente di Angoli Corsari, dopo aver presentato gli ospiti, tracciandone brevemente la vita e i caratteri fondamentali della loro produzione poetica, si è soffermata sull’importanza di manifestazioni simili nell’ottica di un rilancio del territorio attraverso la crescita intellettuale delle persone e ha invitato tutti ad aprirsi a una completa ricezione dell’esperienza.

Il reading entra nel vivo con Agneta Falk, poetessa anglo-svedese, ormai di adozione americana: con gli occhi spalancati sul mondo, nelle sue poesie racconta la crudeltà e i soprusi perpetrati soprattutto ai danni delle donne, in Iraq come in America o in Europa, ma sa anche esprimere la dolcezza di un sentimento puro e intimo come l’amore, sia esso per un uomo, un figlio, un genitore o per le persone che si incontrano nel corso di una vita.

Subito dopo a incantare la platea è la pura esplosione di rabbia ed energia creativa di Jack Hirschman, performer straordinario e vero “guerriero” della parola, che nei propri versi dà luce e voce agli ultimi della terra, agli emarginati, alle vittime, cantandone il dolore e reclamandone con forza i diritti. La poesia di Jack è il grido di protesta di un’umanità ferita, ed al contempo un richiamo a ritrovare, in un’epoca “robotizzata”, la parte più intima e vera di noi stessi.




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